Jean-Baptiste Camille Corot

Vita e opere

1796
Il 17 luglio, Jean-Baptiste Camille Corot nasce a Parigi da una modista e da un commerciante di tessuti.

1822
Avendo lavorato dal 1815 come commerciante di tessuti, Corot persuade infine i suoi genitori a lasciarlo diventare pittore; diventa allievo di Achille-Etna Michallon prima, e poi di Jean-Victor Bertin.

1825-1828
Fa il suo primo viaggio in Italia; sistematosi a Roma, viaggia fino a Napoli. Questo viaggio è per lui fondamentale. Nel 1827, partecipa per la prima volta al Salon di Parigi.

1829-1834
Corot organizza la sua vita in funzione del proprio lavoro: in primavera e in estate viaggia per le regioni francesi, e spesso nella foresta di Fontainebleau; in autunno e in inverno prepara in laboratorio i suoi quadri per il Salon e dipinge i ritratti di persone a lui vicine.

1834
Secondo viaggio in Italia: soggiorna a Genova, Firenze e Venezia.

1835-1842
I suoi invii al Salon attirano l’attenzione. Questi anni sono segnati dal suo interesse crescente per la figura umana e dalla vendita delle prime opere.

1843
Corot fa il suo terzo e ultimo viaggio in Italia, soggiornando soprattutto a Roma.

1845
Al Salon, dove espone Omero e i pastori (cat. 11), viene notato da Baudelaire, che lo definisce il più grande paesaggista francese vivente, a pari merito con Théodore Rousseau.

1848
Con il ritorno alla libertà della Seconda Repubblica, può inviare al Salon nove quadri; riceve la medaglia di seconda classe.

1850-1854
All’apice dei suoi mezzi artistici, Corot conosce alla fine il successo. Sempre percorrendo in lungo e in largo le regioni della Francia, alterna le “figure di fantasia”, i “ricordi”, i paesaggi storici e le vedute realiste. “Lavoro sempre come un forsennato”, scriverà allora.

1855
Le opere inviate all’Esposizione Universale gli valgono una medaglia di prima classe.

1856-1860
La sua fama di artista si impenna, i collezionisti si contendono i suoi paesaggi e le sue figure; si trova costretto a contornarsi di alcuni collaboratori. Le giovani generazioni si appassionano al suo lavoro.

1860-1865
Le “figure di fantasia” lo impegnano molto, ma resta prima di tutto un paesaggista. I suoi soggiorni di lavoro a Villed’Avray, luogo di villeggiatura della famiglia, diventano più numerosi.

1867
In occasione dell’Esposizione Universale, espone sette quadri, ricevendo solamente una medaglia di seconda classe ma ottenendo la promozione a Ufficiale della Legion d’Onore.

1868-1870
I suoi costanti problemi di salute non gli impediscono di viaggiare e di lavorare molto; per sfuggire ai commercianti e ai collezionisti, allestisce uno studio a Coubron, vicino Parigi.

1874
Prima mostra degli Impressionisti al Salon di Parigi.

1871-1875
Durante gli ultimi anni della sua vita, ritrova la salute, la creatività e la forza – ha più di 75 anni – viaggiando senza mai fermarsi per più di quindici giorni nello stesso posto.

1875
22 febbraio, Camille Corot muore. Quell’anno, la sua opera sopravvive a lui al Salon e, al momento della vendita del suo studio, alcune settimane dopo, i collezionisti scoprono i suoi luminosi studi d’Italia.