Corot. Il primo dei moderni
La terza sezione della mostra cerca di dimostrare come Corot, dopo avere assimilato la tradizione classica e averla rigenerata, anticipa chiaramente l’evoluzione della pittura della fine del XIX e dell’inizio del XX secolo, esaminando allo stesso tempo la ricerca infinita sulla rappresentazione pittorica dei movimenti e delle vibrazioni della natura, la destrutturazione della forma e la sua ricomposizione, ma anche la seduzione di una visione più simbolica ed emozionale della natura, che porta verso l’astrazione.
Questa interpretazione dell’influenza di Corot sugli impressionisti e sulle prime avanguardie del Novecento si sviluppa in due parti quasi uguali, una dedicata al paesaggio e l’altra alla figura umana. Si sviluppa in particolare con una spettacolare serie di confronti, tra opere di Corot e opere di Sisley, Monet, Denis, Cézanne, Mondrian, Braque, Picasso. La mostra si conclude con una selezione di alcuni dei cosiddetti souvenirs, che permetteranno di aprire verso una tematica più lirica e sentimentale, nella quale Corot appare come l’ultimo dei pittori romantici e il precursore degli impulsi astratti.
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