Vivere

Alle volte penso che non sarebbe poi così male se fossimo nati già con le istruzioni per l’uso e la data di scadenza…
Ma poi mi chiedo che cazzo di senso avrebbe vivere…
Ora siamo diventati grandi, ok… e adesso? Credo che la nostra vita ora abbia voltato pagina

Ed ora dobbiamo scrivere le pagine più belle,le pagine più dolorose,le pagine  più importanti che ci accompagneranno per sempre, e quello che fino a ieri era futuro , oggi è realtà .

Credo che la realtà di oggi però non sia come ce la immaginavamo ieri…
Credo che molto spesso siamo solo noi a complicarci la vita
Ma trovare il modo per sciogliere i nodi alle volte non è una stronzata.

Credo che tutto abbia un senso.
E  anche noi lo abbiamo. E’ estremamente affascinante cercarlo ogni giorno in ciò che facciamo, e in ogni istante della nostra vita.
Ma molte volte è più facile far finta di niente fregarcene di tutto e di tutti.

È più facile continuare a sopravvivere e rimanere in superficie.Vasco direbbe che – così si è morti dentro- e sono perfettamente d’accordo con lui.
Ma c’è tanto rischio di annegare e una volta nella merda non penso sia poi così facile uscire…

FRECCIA invece dice che alle volte ognuno di noi ha un buco dentro..
Questo buco fa stare male, ma cerchiamo di nasconderlo agli altri e a volte anche a noi.
Non serve, è stupido. Forse, però, se ci guardiamo davvero dentro scopriremo che ci sono tanti modi per chiuderlo e non è poi così difficile ma bisogna mettersi in gioco…ora…subito…perché il tempo non è più infinito come ci sembrava qualche anno fa!

Ad un tratto ti accorgi che molte cose sono cambiate, gli altri sono cambiati e anche tu, forse , sei cambiato.

E ti chiedi il perché di tutto questo, e ti chiedi  il perché di tutto quello che fai… Ma anche il perché tutto d’un tratto il tempo comincia a scorrere così velocemente. Ma non è facile rispondere, nessuno ti può dare le risposte, ma dobbiamo continuamente cercarle, perché ognuno deve pur credere in Qualcosa o in Qualcuno.

Credo però che vivere sia meraviglioso.
Amare sia meraviglioso.
Avere amici sia meraviglioso.
Avere una famiglia sia meraviglioso.

Molte volte però – non capisco perché – quasi non ce ne accorgiamo.
Ma è nelle cose di tutti i giorni che la vita trova un senso e per queste cose vale la pena vivere, ne sono convinto!

Sarebbe molto triste voltare le spalle per rivedere il proprio passato ed accorgersi di avere dei rimpianti o di aver lasciato qualcosa di incompiuto.
Io penso che se avvertiamo che  qualcosa in noi non va,adesso dobbiamo avere il coraggio di cambiare; proprio ora ci troviamo davanti il futuro, quel futuro che qualche anno fa non vedevamo l’ora di conoscere.

Ora siamo già nel 2000 e non mi sembra vero. Ognuno di noi ha dei progetti. Ognuno di noi ora ha un po’ di esperienza…di vita vissuta.
Non penso che nessuno di noi comunque sia stato chiamato a cambiare la storia, nessuno probabilmente diventerà tanto famoso da finire sulla copertina o sulle pagine di qualche libro, nessuno di noi sarà immortale o farà l’invenzione del secolo, ma non significa che la nostra deve essere una vita anonima, perché ogni giorno possiamo essere dei protagonisti e per questo dobbiamo dare il meglio di noi in ogni cosa che facciamo.

Credo che non ci sia gioia più grande che vivere pienamente ogni attimo della nostra esistenza e apprezzare ogni piccola cosa e chi ci sta attorno: non dimentichiamo che in fondo siamo noi a dare un senso alla nostra vita. La vita può essere un gioco meraviglioso, ma è come una partita  di calcio che dura 90’ minuti e ora siamo solo all’inizio.

Pedalando su e giù per la montagna

Con questo scritto, voglio ricordare quei bellissimi momenti vissuti sulla bicicletta, insieme ai miei amici; su e giù per i Passi più famosi e impegnativi d’Italia.

Questa dura prova inizia, come tutte le vere imprese che si rispettino con un rigido ma al quanto utile allenamento, al quale partecipano io DATTARO GIACOMO ( il DATTA ) e FULCINI ALESSANDRO ( il FULCIO ).

Essenzialmente la preparazione consisteva nel percorrere le salite più impegnative delle colline circostanti Fidenza, con escursioni che al sabato e alla domenica si spingevano fino al Valico S’ Antonio ( m.t. 618 s.l.m. ), meglio conosciuto come il Passo dei Mille Pini.

Dopo alcuni mesi d’allenamento si decise finalmente di compiere un primo vero Passo, era il 15/07/2000 e il Passo Gavia era la che ci aspettava. DATTA, FULCIO, ZALA, SIMO, BOA e l’ammiraglia MUX, partirono da Vezza D’ Oglio ( 1285 m.t. s.l.m. ) alla volta del leggendario Passo Gavia ( 2650 m.t. s.l.m. ).

Di questa salita ricordo soprattutto la sofferenza fisica, ma anche morale, mano a mano che si saliva, e ci si rendeva conto che i chilometri percorsi riportati alla fatica erano ben pochi.

Tuttavia il paesaggio che ci circondava, e la fiducia in se stessi, che credo ognuno di noi avesse, ci spingevano sempre più su, e una volta visto il plinto di cemento indicante ultimo chilometro, tutti i dolori sembravano scomparire, ed il cartello indicante Passo Gavia m.t. 2650 era lì.

Una volta arrivati sul valico ed aver scattato le foto di rito, ci si preparava ad effettuare la discesa al quanto impegnativa, che ci avrebbe condotto al punto di partenza, e già pensavo a quale sarebbe stata la prossima meta.

26/08/2000 è la data del secondo grande Passo:  il Passo dello Stelvio, famoso per essere con i suoi ( 2758 m.t. ), il passo più alto d’Europa.

L’obiettivo questa volta era riuscire ad arrivare in cima senza fare alcuna sosta, al contrario di quello che era successo sul Gavia, in cui le fermate erano state al quanto frequenti.

La partenza questa volta era Prato allo Stelvio, e i partecipanti si erano ridotti a tre: DATTA, FULCIO e ZALA con la consueta ammiraglia MUX.

Dopo alcuni chilometri di riscaldamento, accennai un breve scatto per provare la tempra dei  miei compagni, e con mia straordinaria sorpresa mi ritrovai incredibilmente solo, ero in fuga !

A questo punto, mi resi conto che ero rimasto solo contro la montagna, e i suoi 46 tornanti che mi avrebbero condotto sul tetto d’ Europa.

Messo il cuore in pace, presi a pedalare con un certo ritmo, e notavo che si la fatica aumentava in modo costante, ma nello stesso tempo anche i tornanti erano sempre meno; un ulteriore aiuto mi veniva dallo splendido paesaggio che mi circondava e soprattutto dalla voglia che avevo di arrivare sulla vetta prima di tutti.

Poco meno di tre ore e il Passo dello Stelvio era la,  c’ero riuscito, ero in cima, FULCIO era battuto.

Infine il 10/09/2000 è la data della nostra ultima tappa, il Mortirolo , certamente il Passo più impegnativo e conosciuto dai ciclisti.

A quest’ ultima tappa partecipavano: Io il DATTA e FULCIO li stessi che a inizio estate avevano aperto le danze.

Il Passo dell’ Aprica era il punto di partenza, quindi dopo una rilassante discesa e una decina di chilometri di distensiva pianura, la salita si poneva ancora davanti a noi.

La salita questa volta si presentava tra le più brevi ma nello stesso tempo tra le più intense e impegnative, con pendenze del 19 – 20 %, lungo tornanti tutt ‘altro che panoramici.

Purtroppo guidati malamente dalla nostra ammiraglia MUX & ZALA che pensavano a riprendere il paesaggio con la telecamera, e non a condurci sulla vetta, ci accorgemmo una volta arrivati in cima, che il passo del Mortorio non era li’ , e che per raggiungerlo, vi erano da percorrere ancora 18 Km.

Questa notizia ebbe su di noi lo stesso effetto del sole sulla neve: si scioglie!

Le nostre forze sembravano scomparire ogni pedalata che facevamo , tanto che FULCIO non tardò molto a ritirarsi.

Anch ‘ io ormai stremato dalle fatiche continuavo a pedalare per raggiungere la meta  in modo che terminasse questa lenta agonia.

Finché senza rendermene conto incontrai il cartello “PASSO DEL MORTIROLO (1851 m.t. s.l.m.)” : si anche questa volta ce l’avevo fatta!

Cosi i tre passi più noti in Italia, erano stati scalati e sconfitti uno dopo l’altro!

Anche questa sera seduto davanti alla mia scrivania, dopo aver terminato da alcuni giorni di scrivere questo racconto, mi chiedo perché ho voluto raccontare questa bellissima storia su un sito Internet?

Forse l’ho fatto proprio perché è stata una bellissima esperienza ,oppure  più semplicemente perché mi andava di raccontare qualcosa sulla mia vita o solamente per vantarmi per il fatto di essere riuscito sempre ad arrivare in fondo al contrario di altri, o tutt’altro ancora perché faccia parte dei miei ricordi quando nella solitudine della vecchiaia ripenserò ai bellissimi momenti trascorsi insieme ai mie amici.

Ma sicuramente l’ho scritto per far capire alla gente che con un po’ di allenamento e con tanta buona volontà anche le prove che sembrano più difficili diventano facilmente superabili e quindi mi auguro di vivere in futuro altre esperienze di questo genere, perché sono prove che fanno grande una persona e l’arricchiscono sia mentalmente che fisicamente.

Buonanotte a tutti i sognatori…!!!